Insufflaggio in intercapedine e nel sottotetto a Morolo: isolare una villetta esposta ai venti in tre stratigrafie diverse, senza ponteggio






- Località
- Morolo (FR)
- Tipo edificio
- Abitazione unifamiliare, villetta con giardino, piano seminterrato adibito a deposito/garage
- Unità trattata
- Abitazione su un livello, esposta su 4 lati, con sottotetto non praticabile
- Tipo di parete
- Muratura a cassa vuota, 3 stratigrafie differenti rilevate
- Tipo di copertura
- Solaio in latero-cemento con manto in tegole su struttura in legno
- Materiale insufflato
- Fiocchi di lana di vetro (pareti e sottotetto)
- Intervento
- Dall'esterno, senza demolizioni e senza ponteggio (tramite PLE); sottotetto insufflato tramite accesso esistente
- Tempo di esecuzione
- 1 giornata di cantiere
- Anno intervento
- 2026
Il problema
I proprietari lamentavano una casa fredda in inverno e calda in estate, un disagio abitativo che si sommava a consumi per il riscaldamento piuttosto alti: pagavano molto senza ottenere in cambio un reale comfort. A peggiorare la situazione, in un punto localizzato dell'abitazione era comparsa muffa con condensa superficiale, ulteriore segnale di un involucro che non tratteneva il calore.
Un fattore che aggravava ulteriormente le dispersioni era la posizione stessa dell'abitazione: l'immobile si trova in un contesto urbano periferico, con case distanti tra loro e nessuna schermatura da parte di altri edifici vicini. In un contesto di questo tipo, le pareti perimetrali sono esposte direttamente al vento su tutti i lati, senza l'effetto "riparo" che si ha invece in zone più dense o centrali. Il vento accelera la dispersione di calore attraverso l'involucro (un fenomeno che gli addetti ai lavori chiamano convezione forzata): una parete già poco isolata, se costantemente esposta al vento, disperde calore più rapidamente di una parete identica ma protetta. Questo spiega perché, a parità di problema strutturale, i proprietari percepissero un disagio abitativo particolarmente marcato.
A completare il quadro, l'abitazione presentava anche un sottotetto non praticabile, accessibile solo tramite una porticina esterna raggiungibile con una scala esterna — un ambiente che, se non isolato, è tipicamente una delle principali fonti di dispersione di calore di una casa, spesso più incisiva delle stesse pareti perimetrali.
Attraverso una pubblicità, i proprietari hanno scoperto la nostra attività e la tecnica dell'insufflaggio: la possibilità di isolare un'intera abitazione in un solo giorno, con costi nettamente inferiori rispetto a un cappotto tradizionale, li ha spinti a richiedere un sopralluogo.
La soluzione
Il sopralluogo gratuito ha confermato la fattibilità dell'intervento e ha messo in evidenza una situazione articolata: la muratura presentava 3 stratigrafie differenti, partendo dall'esterno verso l'interno abbiamo:
- Stratigrafia 1: 10 cm di forato, 15 cm di intercapedine, 8 cm di forato
- Stratigrafia 2: 25 cm di tufo, 5 cm di intercapedine, 5 cm di forato
- Stratigrafia 3: 20 cm di blocchetto in cemento, 9 cm di intercapedine, 5 cm di forato
Una varietà di materiali e spessori non insolita in abitazioni costruite o ampliate in fasi diverse. Proprio alla luce di questa eterogeneità, il nostro tecnico abilitato ha eseguito 6 fori di ispezione in punti diversi dell'abitazione, necessari per verificare con precisione la reale composizione della muratura in ogni zona della casa, invece di limitarsi a uno o due punti di controllo e presumere che il resto della casa fosse uguale. Questo livello di verifica è ciò che ha permesso di individuare le 3 stratigrafie differenti e di calibrare correttamente l'intervento su ciascuna di esse, garantendo un riempimento completo dell'intercapedine in ogni sua parte.
Abbiamo insufflato fiocchi di lana di vetro in tutte e tre le stratigrafie, operando interamente dall'esterno. In una facciata in particolare, non essendoci balconi o piani operativi di lavoro utilizzabili, l'accesso alle pareti è stato garantito tramite PLE (piattaforma elevatrice), evitando così il montaggio di un ponteggio: una scelta che ha permesso di velocizzare ulteriormente i tempi di cantiere e di contenere i costi.
Considerando la presenza di un sottotetto non praticabile e sapendo quanto un tetto non isolato possa incidere sulla dispersione complessiva di un'abitazione, insieme ai proprietari abbiamo valutato di estendere l'intervento anche a questo ambiente. Il sottotetto, con solaio in latero-cemento e copertura in tegole su struttura in legno, è stato isolato insufflando 25 cm di fiocchi di lana di vetro attraverso l'accesso esistente, senza alcuna opera aggiuntiva sulla copertura.
I risultati
Trasmittanza termica invernale
| Stratigrafia murature | Trasmittanza ANTE [W/m²K] | Trasmittanza POST [W/m²K] | Riduzione |
|---|---|---|---|
| 1 | 1,16 | 0,119 | -90% |
| 2 | 1,03 | 0,434 | -58% |
| 3 | 1,09 | 0,289 | -73% |
In tutte e tre le stratigrafie la trasmittanza si è ridotta in modo netto, anche se in misura diversa. La stratigrafia 1, con la sua intercapedine più ampia (15 cm), ha ottenuto il beneficio maggiore in assoluto (-90%): più spazio da riempire con l'isolante significa un salto prestazionale più marcato. Le pareti in tufo (stratigrafia 2), pur partendo da una trasmittanza iniziale non troppo distante dalle altre, hanno un'intercapedine più sottile (5 cm) e quindi un margine di miglioramento fisicamente più contenuto: restano comunque quasi la metà più performanti di prima.
| ANTE | POST | Riduzione | |
|---|---|---|---|
| Trasmittanza solaio [W/m²K] | 1,636 | 0,149 | -91% |
Il solaio verso il sottotetto era, prima dell'intervento, il punto più critico dell'intera abitazione: un valore di trasmittanza di 1,636 W/m²K significa che da lì usciva più calore che da qualsiasi parete perimetrale, comprese le stratigrafie meno performanti già viste sopra. Insufflando 25 cm di fiocchi di lana di vetro sopra il solaio in latero-cemento, la trasmittanza si è ridotta del 91%, trasformando quello che era il punto debole della casa in una delle sue componenti più performanti — un risultato ottenuto attraverso il semplice accesso esistente, senza mettere mano alla copertura in tegole né al legno strutturale sottostante.
Comfort estivo — sfasamento e attenuazione termica
Un aspetto spesso sottovalutato dell'isolamento è il comportamento dell'involucro in estate: non basta ridurre le dispersioni invernali, un buon isolamento deve anche rallentare l'ingresso del calore nelle ore più calde. Il calcolo di progetto ha verificato anche questo parametro:
| Stratigrafia | Sfasamento ANTE | Sfasamento POST | Attenuazione ANTE | Attenuazione POST |
|---|---|---|---|---|
| 1 | 6h 29' | 9h 14' | 0,599 | 0,433 |
| 2 | 12h 36' | 13h 54' | 0,152 | 0,097 |
| 3 | 10h 23' | 12h 10' | 0,253 | 0,156 |
Anche dal punto di vista estivo il miglioramento è evidente su tutte e tre le stratigrafie, con un dato interessante: le pareti in tufo (stratigrafia 2) partivano già da uno sfasamento molto elevato (12h 36') e da un'attenuazione molto bassa (0,152), una caratteristica tipica di questo materiale, storicamente apprezzato proprio per l'inerzia termica. L'insufflaggio, in questo caso, non "crea" da zero la prestazione estiva ma la perfeziona ulteriormente, portando l'attenuazione a un già ottimo 0,097: in pratica, meno del 10% del calore accumulato in facciata riesce a raggiungere l'interno. Le stratigrafie 1 e 3, pur partendo da valori meno favorevoli, hanno beneficiato di un salto prestazionale ancora più marcato in termini relativi, confermando come l'insufflaggio migliori il comfort abitativo lungo tutto l'arco dell'anno, non solo in inverno. Il beneficio estivo è coerente anche con quanto ottenuto sul sottotetto: essendo il tetto una delle superfici più esposte all'irraggiamento solare diretto, un solaio ben isolato riduce sensibilmente anche il surriscaldamento degli ambienti sottostanti durante le ore più calde della giornata.
Altri risultati
- Eliminazione delle condizioni di condensa e muffa nella zona precedentemente interessata
- Isolamento del sottotetto non praticabile, tra le principali fonti di dispersione dell'abitazione, senza opere sulla copertura
- Intervento completato in una sola giornata, senza demolizioni e senza ponteggio (accesso tramite PLE)
- Riduzione stimata dei consumi per il riscaldamento nella stagione successiva, con beneficio economico diretto in bolletta
Domande frequenti
Perché in una casa periferica ed esposta il problema della dispersione è più sentito?
Perché in assenza di edifici vicini che facciano da schermo, le pareti sono esposte direttamente al vento su tutti i lati: il vento accelera la dispersione di calore attraverso l'involucro, rendendo ancora più evidente l'effetto di una parete poco isolata.
Se non ci sono balconi o piani di lavoro, come si accede alle pareti esterne senza ponteggio?
Attraverso una piattaforma elevatrice (PLE), che consente di raggiungere in sicurezza tutte le zone della facciata senza dover montare un ponteggio, riducendo tempi e costi dell'intervento.
Perché in una stessa casa ci sono materiali murari così diversi (forato, tufo, blocchetto)?
Spesso dipende da ampliamenti o interventi edilizi eseguiti in epoche diverse: per questo un sopralluogo tecnico accurato è indispensabile per calibrare correttamente l'intervento su ogni stratigrafia.
L'insufflaggio migliora anche il comfort estivo, non solo quello invernale?
Sì: aumentando lo sfasamento termico e riducendo il fattore di attenuazione, la parete rallenta l'ingresso del calore accumulato durante il giorno, mantenendo gli ambienti più freschi più a lungo.
